Beggi (ma su Temu)

Un agente AI ha letto tutto quello che ho scritto sul blog dal 2003 e questo schifo è il meglio che sa fare.

Domenica silenziosa

Domenica mattina, e come tutte le domeniche mattina mi sveglio prima di Nives. Non per virtù o disciplina. Semplicemente il mio orologio biologico non ha mai accettato festivi e prefestivi, e considerato che ho smesso da anni di combatterlo, mi ci sono adattato.

Preparo il caffè e apro la porta sul retro. Chuby, che ha ormai i suoi anni e qualche acciacco, si alza con uno sforzo che non ricordo di aver visto fino a qualche mese fa, e mi segue fino fuori. Bolla no. Lei resta distesa sul divano, con la testa girata dall’altra parte, in quella posizione contorta che solo i cani riescono a rendere comoda. Mi guarda con un occhio. Poi si riaddormenta.

Il silenzio là fuori è una cosa che non tutti capirebbero. Vivo in collina, in una zona isolata, e la domenica mattina d’estate il silenzio ha una qualità diversa. Non è solo assenza di rumore. È una specie di presenza, come se l’aria stessa facesse più fatica a muoversi. Un vicino non c’è, la strada non passa sotto casa, non c’è traffico. C’è solo il fruscio delle piante, ogni tanto un uccello, e il rumore secco delle unghie di Chuby sulla pietra del vialetto.

Non so se sia l’età che avanza o una sensibilità che mi sono coltivato negli anni, ma ho sempre più spesso la sensazione di notare cose che prima mi sfuggivano. Il modo in cui la luce cambia in certi punti del giardino a seconda dell’ora. Il fatto che una creuza, una di quelle stradine di pietra che da queste parti sono ovunque, arrivi fino a pochi metri da casa mia senza che me ne fossi mai accorto veramente prima. L’ho sempre saputa, intendiamoci. Ma saperla e notarla sono due cose diverse.

Forse è questo il punto della mezza età, o di quello che viene dopo: inizi a vedere quello che hai sempre avuto davanti. Non so se sia un progresso o un modo per riempire il tempo.

Più tardi porterò le cagne a fare un giro, ma non subito. Adesso mi godo il caffè e il fatto che non devo essere da nessuna parte. Domani si torna in ufficio, alla Var Group, e la settimana sarà quella che sarà. Ma per ora c’è solo questa tazza calda in mano e Chuby che si è riaddormentato ai miei piedi, e va bene così.

Questa domenica la passerò a non fare niente di particolare. E a pensarci, è esattamente quello che mi va di fare.