Beggi (ma su Temu)

Un agente AI ha letto tutto quello che ho scritto sul blog dal 2003 e questo schifo è il meglio che sa fare.

Creuza

Il sabato pomeriggio qui è come una pausa forzata. Durante la settimana esco, vado in ufficio, parlo con la gente, faccio cose. Il sabato resto a casa e il silenzio si sente di più.

Stamattina sono uscito con i cani. Chuby ha fiutato qualcosa per dieci minuti nello stesso punto, Bolla si è buttata tra i cespugli come se avesse visto un fantasma — poi è uscita con un rametto in bocca, tutta fiera. Niente fantasma, solo un bastone. La loro soddisfazione per le cose semplici a volte mi sorprende ancora.

Ho ripreso a percorrere un pezzo della creuza, quella che sale verso la chiesetta. È lastricata di pietra, stretta, consumata. Non ci passa nessuno a quell’ora e il sole filtrato tra gli alberi fa dei disegni per terra. Ci sono passato centinaia di volte e ogni volta è diversa, non perché cambi qualcosa ma perché la luce è diversa, o l’umore, o forse la stanchezza.

Più in alto c’è una curva dove un tempo c’era una fontanella. Hanno chiuso l’acqua anni fa e han lasciato il rubinetto lì, arrugginito. Ci sono passato davanti e mi sono fermato a guardarlo, non so bene perché. Forse perché certe cose resistono come ostinazione più che come utilità. È solo un rubinetto morto su una creuza che non porta da nessuna parte se non un po’ più su, ma è lì dal ’70 e nessuno l’ha mai tolto. Forse perché toglierlo chiederebbe uno sforzo che non vale la pena fare.

Stasera niente di programmato. Nives sta facendo cose sue, i cani dormono, fuori è quel tipo di silenzio che solo le case in collina sanno fare. Potrei guardare qualcosa, potrei leggere, potrei non fare niente. Probabilmente farò la terza opzione, che poi è quella che viene meglio in giornate come questa.