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Naxos, e il lusso di non dover fare niente
Ogni tanto qualcuno mi chiede “qual è il tuo posto preferito?” e io rispondo Naxos, e loro fanno “ah, la Grecia, bella” e la conversazione muore lì perché non sanno cosa aggiungere. Il che mi sta bene, perché di Naxos non ho nessuna voglia di parlare con chi non c’è stato. È il lusso di…
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Easy mode
Ho finito Ghost of Tsushima l’altro giorno. Di nuovo. Terza volta, per la precisione. Lo so, ci sono centinaia di giochi nuovi, li vedo sfilare sullo store di PlayStation, bei trailer, mondi aperti, grafiche che ti spaccano gli occhi. Però niente, ogni tanto torno lì, sul suo Giappone di cartapesta, a farmi due ore di…
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Bolla e Chuby
Nella gerarchia famigliare chi ha le zampe viene prima di chi ha le mani. Lo dice la legge non scritta di casa mia, ed è una legge che non ho mai pensato di contestare. Bolla ha quattro anni, è una setter inglese con l’energia di un reattore nucleare e il cervello di una briciola di…
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Modalità facile
Ho finito Ghost of Tsushima l’altra sera. Modalità facile, naturalmente. Qualche anno fa mi sarei vergognato ad ammetterlo. Giocare a difficoltà facile era roba da principianti, da persone che non avevano i riflessi o la pazienza per “meritarsi” il gioco. Io ero cresciuto con gli sparatutto in prima persona su PC, con i punteggi online,…
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Prima impressione
Le prime impressioni sulle tecnologie nuove sono quasi sempre sbagliate. Oggi, da consulente, mi trovo spesso a dover valutare prodotti e piattaforme che i clienti mi portano, o che vedo sul mercato e penso possano essere utili. E la tentazione di giudicare dopo dieci minuti è fortissima. Ma ho imparato che le prime impressioni ingannano…
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Dieci minuti di cliente
Una delle cose che ho imparato in questi anni di prevendita è che dieci minuti con un cliente ti dicono più di cento pagine di capitolato. Non perché il cliente abbia le idee chiare, anzi. Ma perché in quei dieci minuti capisci cosa vuole veramente, che è quasi sempre diverso da quello che ha scritto.…
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La ricarica wireless sedici anni dopo
Nel 2009 provai un aggeggio chiamato Powermat. Era un tappetino su cui appoggiavi l’iPhone per ricaricarlo senza cavo. Avevi bisogno di una cover speciale con un ricevitore incorporato che faceva sporgere il telefono come se avessi un tumore sul dorso. La base era magnetizzata per guidare il telefono nella posizione giusta. Costava un occhio della…
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Aggiornamento casalingo
Nel 2005 scrivevo che capivo Active Directory ma non la lavatrice. L’affermazione mi è sempre piaciuta, la trovavo divertente e rendeva bene l’idea del paradosso in cui mi trovavo: competenze tecniche avanzate e ignoranza totale sulla gestione della casa. Quasi vent’anni dopo, quella frase mi torna in mente ogni volta che apro un armadietto dei…
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Tramonti digitali
L’altra sera stavo giocando a Ghost of Tsushima sul divano, controller in mano, e a un certo punto mi sono accorto di essermi fermato a guardare un tramonto virtuale. Non per gameplay, non per una quest. Semplicemente la luce era bella e sono rimasto lì, fermo, cinque minuti buoni a guardare la direzione artistica. Ho…
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Ogni santo giorno
Qualche giorno fa un collega più giovane mi ha chiesto, con un misto di curiosità e pietà, come faccio ad andare in ufficio tutti i giorni. Lui lavora da remoto da tre anni, si sveglia cinque minuti prima delle riunioni, e considera l’idea di mettersi le scarpe un evento settimanale. La domanda è legittima. Il…